Memoria spedita da/Memory sent by:
claudio.pozzi
il 27.2.2005




Chiunque può scrivere le sue memorie su Connected Memories _ Connected Memories è un tentativo di interpretare esteticamente le nostre memorie e la memoria in generale.
Nota: i testi che si inseriscono possono essere corretti, ma non cancellati

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Anyone can write their own memories on Connected_Memories. Connected_ Memories is an attempt to aesthetically interpret our memories and memory in general.
Note: the inserted texts can be corrected, but not cancelled

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riferimento temporale/time reference : i primi sessanta


calcio


era il classico posto scelto da mia madre. Casa moderna, in periferia in modo da garantire a sè e a noi spazi liberi per la vita all’aria aperta.
Praticamente era un isolato in costruzione, due tre palazzi terminati che si stavano rapidamente popolando, ed altrettanti ancora al grezzo con le impalcature di allora, tutte in legno, costruite pezzo pezzo da abilissimi carpentieri.
Era un luogo meraviglioso per i giochi del pomeriggio. Interminabili partite a nascondino praticamente senza limiti: ci si poteva nascondere nei campi confinanti e, dopo l’ora di chiusura, nei cantieri dei palazzi vicini. Ma quello che era incredibile era la partecipazione ai giochi. La strada chiusa che collegava i cortili dei palazzi, ad una certa ora brulicava di gente. Non eravamo solo noi bambini a ritrovarci: uscivano ragazzi, studenti universitari, persino qualche giovane coppia di sposi. Erano ore di grande allegria. Dopo qualche tempo, con passione collettiva, ci mettemmo a spianare le buche del campo più vicino e con un po’ di legname preso dai cantieri, costruimmo due porte.
E così, oltre al nascondino, alla guerra con le cerbottane (le forassiti di quei tempi erano utilissime per dei guerrieri in erba) e alle corse in bicicletta ci arricchimmo di uno splendido campetto di calcio.
E lì furono anni di funambolismi internazionali: Roma già a quei tempi era una città multirazziale e in campo c’erano ragazzi di tre o quattro diverse nazionalità.
Le partite non finivano mai meno di ventitre a quindici.
Ad una certa ora le mamme si affacciavano ai balconi e ci richiamavano per la cena. Nonostante l’età non sembravamo molto affamati a giudicare dalla lentezza con cui ci allontanavamo dal campetto dopo aver a lungo tergiversato: l’aspetto diverso del campetto di calcio era che allontanava dai giochi di banda le ragazze e che a volte nascevano risse e rivalità che erano estranee agli altri passatempi.





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