Memoria spedita da/Memory sent by:
Carlo.Giabbanelli
il 1.3.2005



memories figli/sons
aaalbero



Guarda la mappa 2d dell'intero albero / See the 2D map of the whole tree


Chiunque può scrivere le sue memorie su Connected Memories _ Connected Memories è un tentativo di interpretare esteticamente le nostre memorie e la memoria in generale.
Nota: i testi che si inseriscono possono essere corretti, ma non cancellati

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Anyone can write their own memories on Connected_Memories. Connected_ Memories is an attempt to aesthetically interpret our memories and memory in general.
Note: the inserted texts can be corrected, but not cancelled

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riferimento temporale/time reference : 1978 estate


vvvento

Nell'estate '78 andammo spesso all'Uccellina. Mi ricordo quella volta che c'era talmente tanto vento da farci scappare dalla spiaggia. Eravamo solo tre: io, Stefano e la Donella. Il tempo cambiò abbastanza improvvisamente; prima si alzò il vento, e la sabbia, poi cominciarono a cadere di traverso goccioloni grossi come palline da ping-pong. Ci riparammo con le stuoie che avevamo con noi, ma facevano vela e fu una fatica boia camminare controvento fino al parcheggio.

Durante il viaggio di ritorno ci fermammo per pisciare - noi maschi - dall'alto del cocuzzolo su cui cresceva un albero solitario. Era abbastanza vicino alla strada e tutte le volte che passavamo di lì ci ripromettevamo di andarlo a visitare. Credo che fosse un leccio, ma noi lo chiamavamo "l'albero della vita" ed era quasi stucchevole nella sua perfezione da cartolina: era visibile da chilometri e chilometri e annunciava al viaggiatore la prossimità di Siena.
Così quel giorno reputammo fosse l'occasione buona. Non pioveva più ormai e il sole si mostrava fra veloci nuvole estive. Ci si dovette arrampicare per un campo di stoppie dure come il legno, ma quando arrivammo in cima fummo ricompensati: lì il vento era fortissimo e spazzava il paesaggio chiaro. Mi sembrava di essere esposto al riscontro di un corridoio costituito dalla valle (dell'Arbia?) che avevo davanti a me. La forza dell'aria era tale che la piscia si nebulizzava prima di arrivare a terra. Era proprio il caso di non farla controvento.
Ho sentito dire che quando c'è vento significa che un prete è morto e i suoi peccati volano all'inferno. Quel giorno morì papa Paolo VI: il vento era adeguato.
In quanto all'albero, fu abbattuto poco tempo dopo. Si dice sia stato vittima di una bravata di aretini scimuniti che, non so per quale motivo, volevano fare un dispetto ai senesi. Siccome era un punto di riferimento per l'Istituto Geografico Militare, hanno lasciato ricrescere i getti della ceppaia. Ora però c'è un cespugliozzo disordinato che proprio non ispira niente. Quando si dice l'estetica!



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