Memoria spedita da/Memory sent by:
claudio.pozzi
il 5.3.2005




Chiunque può scrivere le sue memorie su Connected Memories _ Connected Memories è un tentativo di interpretare esteticamente le nostre memorie e la memoria in generale.
Nota: i testi che si inseriscono possono essere corretti, ma non cancellati

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Anyone can write their own memories on Connected_Memories. Connected_ Memories is an attempt to aesthetically interpret our memories and memory in general.
Note: the inserted texts can be corrected, but not cancelled

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riferimento temporale/time reference : quattordici anni


bar

Erano lunghe vacanze in una dimensione di completa libertà.
Gli zii di Vernazza, una volta trasferiti lì definitivamente, avevano due case. Quella che fino ad allora avevano usato per le vacanze, ce la misero a disposizione per tutta l’estate. Non appena finiva la scuola con Riccardo si partiva e si rimaneva lì fino ai primi di ottobre.
Dei tuffi abbiamo già parlato, delle mareggiate e dei giri in barca parleremo un’altra volta.
Ora il ricordo che preme è il bar. Vissuto intensamente. Era un punto di ritrovo: ci passavamo veloci a rinfrescarci dopo ore di vasche su e giù per il paese o ci passavamo ore nei giorni di pioggia.
Giorgio, lo zio, ci giocava a bridge.
Ma per me soprattutto era un luogo dove interrompere i lunghi mesi di giochi con qualche giornata di lavoro. Nessuno mi assumeva, nessuno mi pagava. Lo facevo per gioco. Almeno allora.
Riempire i frigoriferi, versare qualche bibita, imparare a fare caffè e cappuccini.
E poi c’era la Franca. Mora con due occhi vivaci, la pelle chiara macchiata di minuscole lentiggini. Era una sensazione piacevole stare lì accanto a lei e ad Alba, sua cugina. Ridevamo, parlavamo, il tempo passava veloce.
Quell’estate in cui il gioco del bar si prolungò nel tempo ed un certo senso di turbamento cominciava a serpeggiare, arrivarono i miei e ci portarono via per un viaggio in Calabria. Bellissime tappe: Agropoli, Palinuro, Maratea e giù fino a Tropea. Ma una leggera malinconia mi pervadeva. Scoprii di cosa si trattava una notte che mi svegliai all’improvviso, madido di sudore ed in preda ad un orgasmo lacerante. Avevo sognato Franca e quello era il risultato di settimane di innocenti sfioramenti che fino ad allora non avevano riguardato la sfera erotica.
Il sogno non ebbe alcun seguito nella vita reale, ma ancora lo ricordo per la sua intensità amorosa.
E la frequentazione del bar, piano piano, nonostante che con Franca non esistesse nulla, acquistò una dimensione più adulta, più intrigante. Più alcoolica.



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