Memoria spedita da/Memory sent by:
francesco.michi
il 4.4.2005



memory padre/father
primo giorno di scuola
memories figli/sons
Penna e calamaio

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la mia classe in 5a elementare - image



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riferimento temporale/time reference : 1 ,10 ,1959


il primo giorno di scuola 2

Il primo giorno di scuola come insegnante fu nell’82, supplente di musica ad una media. Durai un anno, un anno di terrore per quei diavoli di ragazzi che tutto poteva interessare loro fuorché quel che avevo da raccontare io. Vero è che la responsabilità fu anche mia, l’insegnamento non era la mia vocazione e difatti con quell’esperienza posi fine all’idea che quello potesse essere il mio lavoro.
Il terrore prima di entrare in classe!!

Ms un ricordo più sfumato nei particolari, per certi versi, ma più intenso riguarda il mio primo giorno di scuola in assoluto. Prima elementare , ottobre 1959.
Noi maschi, alla scuola elementare di San Giovanni Valdarno avevamo all’epoca due sezioni, con due maestri diversi. Ci sarebbe toccato l’uno o l’altro.
Uno dei due, mi aveva detto mia mamma, era stato un amico di mio padre, che era morto l’anno prima. Ed io speravo di poter andare da lui, anche se non lo conoscevo, lo consideravo come uno di famiglia. Sono strane queste cose nei bambini: l’ho notata anche con mio figlio. Il mondo che ci immaginiamo è così piccolo e noi e la nostra famiglia siamo ai nostri occhi così importanti, che tutto ci gira intorno, e ci riguarda, ed ha con noi una familiarità profonda. Così gli amici dei genitori sono amici nostri e fanno parte del nostro concetto di famiglia allargata, quasi clan.
Insomma, Ricordo che eravamo tutti intimiditi (noi bambini), vestiti col nostro grembiulino a quadrettini bianchi e celesti, calzoni corti e gambe colorate dal freddo.
Ci misero tutti in fila nel corridoio davanti alle porte delle classi . L’illuminazione la ricordo scarsa, forse non era bel tempo. E poi, indicandoci ad uno ad uno, ci dicevano in che classe eravamo e quale sarebbe stato il nostro maestro.
Così il primo giorno di scuola. Mi pare che l’unico bambino che già conoscevo fosse Gianni Martini.
La nostra classe aveva banchi in legno, di quelli attaccati alla seduta . In legno nero, densi di graffiti (e di chewing gum appiccicata sotto).
Tutte le mattine passava Gina, la custode, a riempire i calamai. Noi bambini facevamo i grossi bevendo l’inchiostro.

Se ritrovo la foto della mia classe alle elementari, la spedisco.



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