Memoria spedita da/Memory sent by:
francesco.michi
il 28.2.2006




Chiunque può scrivere le sue memorie su Connected Memories _ Connected Memories è un tentativo di interpretare esteticamente le nostre memorie e la memoria in generale.
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Anyone can write their own memories on Connected_Memories. Connected_ Memories is an attempt to aesthetically interpret our memories and memory in general.
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riferimento temporale/time reference : 1973


Paura

Sono o sono stato un appassionato di film del terrore, dei thriller molto ansiogeni, anche violenti, e dei veri e propri film dell'orrore. Anche la letteratura gialla, o extreme.
Ora , beh, ne sono ancora attratto, ma in un certo senso la paura comincia a farmi paura, il cuore batte nei momenti di alta tensione e non è più una sensazione gradevole, né sostenibile.... ma insisto a guardarli, un po' per abitudine, un po' perché mi piace pensarmi un "esperto", un po' per qualche altro motivo per cui, per ora, non apro un dibattito.
L'altra sera, guardando proprio uno di questi film, mi tornò alla mente una storia, una cosa successami tanti anni fa, intorno agli anni 70, che sparisce e ricompare dalla mia memoria, tanto da dubitare che sia successa da vero.
Sardegna anni 70, fine delle vacanze, si torna a casa. Viaggiavo con Anna e Massimo, che stavano insieme, ed eravamo in tre, e sembravamo avere un'aria piuttosto disinvolta. Eravamo sul pullman che ci portava da Tortolì al porto di Olbia, ed occupavamo, se ricordo bene i sedili in fondo, quelli uniti in un blocco di quattro, e ridevamo probabilmente perché ci raccontavamo stupidaggini, come sempre.
Ci imbarchiamo, ci troviamo un angoletto sul ponte, è il tramonto. Come facevamo sempre, avevamo preso il traghetto notturno ed avremmo dormito sul ponte. Passa poco tempo, ed un uomo, in maglietta a righe, un volto duro con un paio di baffi (se ricordo bene - e capelli neri pettinati e basette) ci si avvicina. Vi ho visto già sul pullman e già lì la cosa non mi tornava, come sta questa storia che siete in tre e non si capisce come funzioni, ci dice, io stanotte vi ammazzo. Ci dice di essere uscito quel giorno stesso di prigione. Poi se ne va, tanto non potevamo scappare. Per noi comincia una notte di preoccupazione. L'uomo ogni tanto torna a controllare e ci lancia occhiate. Che facciamo, lo diciamo al comandante? ma non ci ha ancora fatto niente, solo minacce, forse è un suo modo truce di scherzare, gli piace soltanto impaurire e potrebbe arrabbiarsi sul serio se lo denunciamo.
Il capitano non può mica rinchiuderlo. Lui ogni tanto torna e fa due chiacchiere, noi cerchiamo di distrarlo e gli chiediamo di lui. Non ricordo cosa ci dice, Massimo parte con lui per fare un giro sulla nave. Massimo è coraggioso a prenderrsi questa briga. L'idea è quella di allentare la paura. Stendiamo i sacchi a pelo. Poi Massimo ci raggiunge e credo che rimaniamo lì in dormiveglia, sempre un po' attenti, e lo osserviamo mentre parla con altre persone che sono sul ponte non lontane da noi.
La notte in qualche modo passa. Arrivano l'alba e la terra. Il piano è, a questo punto, di cercare di nasconderci, mischiarci alla gente già pronta per lo sbarco e scendere dalla nave il più lontano possibile dal suo sguardo.
Non lo vediamo più, ma potrebbe tenerci d'occhio. Rimaniamo in mezzo alla folla finché non siamo sul porto, poi via di corsa verso il centro di Civitavecchia, presupponedo che tutti andranno al più presto alla stazione per prendere le coincidenze. Così speriamo che lui pensi che noi facciamo, se davvero ci sta dando la caccia.
Prenderemo un treno più tardi. Noi non abbiamo davvero fretta.
Ci rivedo seduti in un bar a far colazione, a parlare e congetturare su che cosa ci è successo. Poi, più tardi, prendiamo il treno per Roma. Da lì io sarei tornato a casa, nel valdarno, mentre Anna e Massimo sarebbero andati verso sud, dove avevano lasciato altri amici e una tenda in un campeggio.
E mentre ormai sembra che l'avventura sia finita ecco che, come nei veri film del terrore, ecco che la figura di lui ricompare tra la folla della biglietteria. Avremo continuato a fare i biglietti, a rimanere in coda lì nella sala grande rischiando di essere visti, o avremo cercato di prendere il treno o disperderci fra le piattaforme fra i binari? Io non lo ricordo più. Non successe niente comunque, e io non ricordo più niente altro.
Con Anna e Massimo ne avremo senz'altro riparlato, ma ormai sono anni che non ne parliamo più e io non so se loro si ricordano, né, onestamente, anche se mi pare di sì, se davvero tutto è successo.

Un'altra cosa paurosa potrebbe essere che sono stato aggredito ai tempi dell'Università e spinto al muro mentre tornavo a casa di notte, sospettato di essere un fascista ... ma qui proprio non so se sia una cosa successa realmente o se me la sono immaginata. Mi sembra così poco credibile!

a presto



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