Memoria spedita da/Memory sent by:
Carlo.Giabbanelli
il 11.7.2005



memory padre/father
Romita
memories figli/sons
Sì... partire



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Chiunque può scrivere le sue memorie su Connected Memories _ Connected Memories è un tentativo di interpretare esteticamente le nostre memorie e la memoria in generale.
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riferimento temporale/time reference : da molto tempo


Partire

Non è che non mi piace viaggiare: sono curioso e mi diverto, ma la partenza proprio non la sopporto. Già una settimana prima divento di pessimo umore: vedo un ostacolo davanti a me, il mio futuro non è sgombro. Preparare i bagagli mi getta nell'ansia di dimenticare qualcosa di fondamentale. Quando poi arriva il momento cado nella fase del bradipo: ho i movimenti rallentati, canticchio con aria sinistra e comunico a monosillabi. Non di rado riesco a dimenticare qualcosa che mi costringe a tornare indietro. Una vera goduria per chi mi accompagna.
Partire è un po' morire. E' proprio così che mi sento.
E pensare che da bambino ho girato in lungo e in largo l'Italia al seguito di mia madre. Avevamo parenti ed amici un po' da tutte le parti e lei, appena poteva, andava a trovarli portandomi dietro. Dapprima usavamo il treno poi, con l'arrivo della motorizzazione di massa, la mitica 500 verdolina AR 29606 caricata come un TIR.
Sono stato anche a San Giovanni Rotondo un paio di volte. Mi ricordo di Padre Pio, a cui mia madre era devota. Ricordo gli occhi neri neri, preoccupanti. Riceveva in sagrestia, seduto su una poltrona, dopo la messa. Eravamo tutti in fila e quando fu il mio turno mi prese paura - credo - delle mani fasciate. Non mi decidevo a entrare. Allora la mamma mi mollò uno spintone e mi ritrovai in ginocchio davanti al frate. Mi toccò la testa e mi disse qualcosa di gentile con voce cavernosa. Un'altra volta fui portato a Castelgandolfo e Papa Giovanni mi carezzò passando in portantina, almeno mi pare.
Con mia madre ho fatto anche un viaggio corto ma senza ritorno. Quando avevo 13 anni i miei si sono divisi ed io sono venuto ad abitare ad Arezzo con lei. La primavera del '69, la prima lontano da Anghiari, fu straziante e per parecchi anni mi sono sentito uno sradicato. Credo che sia in quel periodo che ho cominciato a detestare le partenze. Difficile dire se c'è un rapporto di causa-effetto: a quell'età cambiano un sacco di cose per tutti.


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